Green Pass: la certificazione per partecipare ai matrimoni - 
17635
post-template-default,single,single-post,postid-17635,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-16.3,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.7,vc_responsive,elementor-default,elementor-template-full-width,elementor-kit-18991,elementor-page-19005
green pass matrimoni

Green Pass: la certificazione per partecipare ai matrimoni

Con il Green Pass il settore dei matrimoni è finalmente ripartito.

Sposarsi e partecipare a un matrimonio è grande desiderio comune ma farlo in condizioni di massima sicurezza è la priorità per tutti. Dopo un anno che ha imposto la sospensione di riti pubblici e celebrazioni, l’estate 2021 vede finalmente il ritorno dei matrimoni e, insieme, dei ricevimenti. Una notizia che, naturalmente, ci rallegra, imponendo a noi addetti ai lavori delle regole molto precise.

Ma cosa deve fare un invitato? Ecco, quest’anno, oltre a consultare le guide di bon ton e i consigli per gli outfit, è necessario informarsi sul Green Pass. Anzi, possiamo dire che, in tempi di pandemia, il buon gusto passa anche da queste attenzioni. Allora vediamo più nel dettaglio come coniugare il galateo e le procedure sul Green Pass (quindi, la sicurezza) in occasione di un matrimonio.

Di cosa si tratta?

Si è parlato molto del “passaporto verde” che dà diritto a viaggi e spostamenti in tranquillità, sia sul territorio nazionale, tra regioni e regioni, sia all’estero. Ma è anche uno strumento utile in molteplici campi, dal turismo alla logistica, passando per il settore wedding, naturalmente. Un plus indispensabile sia per gli invitati che per i futuri sposi, che possono godersi la festa in totale spensieratezza e senza compromettere la salute propria e degli altri.

Come funziona il Green Pass?

È una certificazione che attesta che l’invitato si è sottoposto a vaccino o a tampone per attestarne la guarigione o lo stato di negatività al virus. Chi lo rilascia? Partiamo col dire che il Green pass è necessario, anche quando celebrazione e ricevimento avvengono in zona bianca. Ci sono tre casi specifici che si analizzano e che differenziano il rilascio del documento: la vaccinazione, la guarigione da Covid-19 e l’avvenuta verifica a mezzo tampone. In base alla situazione del richiedente, saranno tre entità diverse a occuparsi del rilascio. Vediamo nello specifico quali.

La procedura per i vaccinati

Nel primo caso, quello in cui l’invitato si è sottoposto a vaccino, la richiesta dovrà essere effettuata presso l’azienda sanitaria o la struttura di competenza che lo rilascerà in formato cartaceo o digitale. La validità è di 9 mesi e può essere richiesto anche da chi non ha completato la somministrazione del vaccino: la decorrenza del Green pass in questo caso, infatti, sarà a partire dal quindicesimo giorno dalla prima somministrazione.

Cosa devono fare i guariti?

Se l’invitato, tramite il lasciapassare sanitario, deve attestare la sua avvenuta guarigione dal virus, invece, dovrà richiedere la certificazione alla struttura presso cui è stato ricoverato o, in assenza di ospedalizzazione, al medico di medicina generale o al pediatra assegnato. In questo caso, il certificato avrà validità di 6 mesi.

E per chi effettua un tampone?

Naturalmente, se non ci si trova in nessuna delle situazioni precedenti ma non si vuole rinunciare né alla festa, né alla sicurezza, c’è la possibilità di trovare una terza via. La soluzione è effettuare un tampone (molecolare o rapido antigenico) a ridosso dell’evento. In questo modo, presentando il referto che attesta la negatività dell’invitato, tutti potranno godersi la cerimonia. Attenzione, però, a effettuare il tampone entro due giorni dall’evento: infatti, avranno validità legale solo i referti ottenuti entro 48 ore dal matrimonio.

Wedding in sicurezza

Al pari di qualsiasi altro evento, il matrimonio è un momento di grande convivialità e divertimento. E proprio come concerti, serate in discoteca, aperitivi e cene in località balneari, il ricevimento ha i suoi momenti di ballo e di intrattenimento di gruppo. Per non esporre, quindi, nessuno a inutili rischi, il Green Pass si profila come lo strumento più utile ed efficace. Ecco perché è necessario estendere a tutti questa procedura anche ai bambini che sono tenuti a sottoporsi agli esami necessari per il rilascio del Green Pass. Ad oggi l’età minima per fare il tampone è 2 anni ma è stato proposto un emendamento al decreto sostegni bis in cui viene richiesto di inserire una norma che preveda l’estensione dell’età di 6 anni anche al Wedding e agli eventi. Stiamo attendendo la fine dei lavori parlamentari per avere la conferma.

Il Green Pass viene rilasciato gratuitamente da strutture ospedaliere e sanitarie, mentre quando richiesto a seguito di un tampone, il suo costo varia in base al tipo di struttura scelta (se farmacia o struttura sanitaria con modalità “drive-in”) e al tipo di tampone.

Il Green Pass in occasione di un matrimonio significa rispettare se stessi, gli altri e le buone norme di convivenza.